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Lo storico rifugio

Gli inizi

“Una folla variopinta di gentili signore e signorine rallegrano la numerosa comitiva di Monzesi (circa 200) che, lasciate le cure della città, si recano a godere per un giorno l’aria pura dei monti ed a portare il loro contributo per la riuscita della festa inaugurale della Capanna Monza”

È l’8 luglio 1906, il giorno dell’inaugurazione della Capanna Monza.

La decisione della costruzione del primo rifugio della Sezione era nata qualche anno prima, precisamente nel 1904, quando si iniziò a raccogliere i fondi necessari tra i soci, come risulta dall’Assemblea ordinaria di quell’anno. Il Presidente, il sig. Fossati, chiuse l’assemblea “… invitando i colleghi tutti a concorrere alla formazione del fondo per la costruzione della Capanna Monza - la quale dovremmo cercare con ogni sforzo di poter averla finita pel 1905, anno in cui, con ogni probabilità, a Milano si riuniranno a Congresso gli alpinisti italiani”. L’Esposizione Internazionale che si sarebbe svolta nel 1906 a Milano sarebbe stata di certo un’ottima occasione per dare lustro alla vita della Sezione.

La costruzione

Nel giugno 1905, in occasione dell’Assemblea dei soci organizzata a Esino, venne dato l’avvio dei lavori. Il 12 giugno ci fu la posa della prima pietra della Capanna. Durante il discorso, il Presidente Quinto Fossati ricordò come sorse l’idea, come si formularono i primi progetti sulla costruzione d’un rifugio che portasse il nome della città della Sezione e come venne scelto il luogo più significativo alla sua costruzione, cioè il sito in cui nel 1897 venne distrutta da una valanga l’antica Capanna Moncodeno, primo storico rifugio delle Grigne. La prima pietra venne deposta dalla madrina Marina Fossati e non mancò la rituale benedizione, impartita con solennità in latino, mentre dolci e champagne chiusero la cerimonia.
La costruzione procedette così velocemente che già nell’agosto dello stesso anno si trovava notizia dell’avanzato stato dei lavori: “Questa nuova Capanna, costruita nel gruppo delle Grigne per cura della sezione di Monza, è pressochè terminata e nell’anno successivo verrà inaugurata e aperta al pubblico. Essa sorge sul versante nord della Grigna Settentrionale o di Moncodeno, a circa m. 1900 d’altezza, in territorio di Esino Superiore, e precisamente nella località detta Pojat…”.

L'inaugurazione

L’inaugurazione avvenne nel 1906, lo stesso anno del XXXVII Congresso degli Alpinisti Italiani, ospitato dalla sezione di Milano. I racconti della giornata di festa vennero pubblicati su tutti i giornali della zona, con viva soddisfazione del C.A.I.: “…il C.A.I. possiede un’altra capanna; una nuova arma possente di propaganda alpinistica. Il sentimento del bello e del grande, che sempre più si diffonde, viene così ad essere in diretto rapporto collo sviluppo dell’amore per la montagna, una volta privilegio di pochi, oggi avvincente ogni anima gentile”.

La storia recente

Distrutta durante la seconda guerra mondiale perché diventata rifugio di partigiani, la Capanna Monza fu ricostruita tra il 1948 e il 1952: le venne dato il nome di Arnaldo Bogani, ex-presidente dei CAI Monza.

Il rifugio, così come lo si vede oggi è frutto di vari interventi di ristrutturazione effettuati nel corso degli anni 1994-2003, grazie al contributo del CAI Monza e del Gestore Famiglia Benedetti.

Nel corso della storia del rifugio si sono susseguiti 4 gestioni affidate alle famiglie Nasazzi, Maffei, Barindelli e da 19 anni ad oggi Famiglia Benedetti.

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Vista la conformazione calcarea della Grigna settentrionale non sono presenti sorgenti o pozzi per il prelievo di acqua, l'unica acqua disponibile in rifugio è di origine meteorica e non potabile. In rifugio è possibile acquistare acqua in bottiglia ed altre bevande, ma non è possibile fare docce vista la scarsità di acqua. L'acqua disponibile nei bagni NON è POTABILE.

I sentieri che conducono al rifugio e più in genereale tutti sentieri della Grigna settentrionale, non sono adatti ad essere percorsi in mountain bike. Sebbene non espreassamente vietato da alcun regolamento l'utilizzo di mountain bike è vivamente sconsigliato a meno di una profonda conoscenza dei sentieri.

Data l'ubicazione del rifugio e la difficoltà per raggiungerlo, è sconsigliato come meta per persone affette da disabilità motorie anche lievi. Il rifugio inoltre non è adatto ad accogliere persone portatrici di handicap, soprattutto a causa di una struttura con diverse bariere architettoniche impossibili da abbattere.

In rifugio non è possibile pagare tramite carte di credito o bancomat, gli unici metodi di pagamento accettati sono:
- Bonifico bancario anticipato
- Contanti

La zona del rifugio è coperta dai principali operatori di telefonia mobile, sebbene all'interno del rifugio la copertuara non sia sempre ottimale in ogni posizione, all'esterno è possibile anche trovare zone un cui è possibile navigare in internet tramite rete 2G e 3G.